Autunno: tempo di cambiamenti

Parto da lontano.
Mio figlio ha una nuova scuola quest'anno. Potrei raccontarvi il perché di questo primo, e importantissimo, cambiamento, ma questo meriterebbe da solo un altro post su insegnamento, bambini, crescita, pedagogia. Un post, forse, solo sull'essere unico di ogni bambino.
Mi accontento di dire qui che la nuova scuola di mio figlio è una scuola steineriana e che credo che questo cambiamento valga tutti gli sforzi organizzativi che ci costa, anche solo  in termini logistici di spostamento.
Ci sono nuovi ritmi nelle nostre giornate e, nello stesso tempo, come conseguenza, più attenzione alle cose che facciamo.
Dover scegliere ci costringe sempre a comprendere quali cose siano le più importanti.
Tanto per cominciare, anche un po' per integrarci, un paio di sabati fa come tutti gli altri genitori insieme ai ragazzi e agli insegnanti abbiamo partecipato alla Festa d'Autunno della nuova scuola. Una colorata e gioiosa confusione con salsicce, caldarroste, mercatino, torneo di scacchi per i ragazzi, laboratori. Un momento bello da passare tutti insieme, per essere una comunità e festeggiare insieme un momento di passaggio.
Ecco. Proprio da qui è partita la mia riflessione. La nostra Festa d'Autunno e l'importanza di sottolineare un momento di passaggio.
Amo l'autunno, amo i suoi colori, la sua indolenza, la sua introversione. Amo questa stagione che da sempre per me, più del mese di gennaio, rappresenta l'inizio di un nuovo anno.
La scuola che ricomincia (la mia, quando ero una ragazza, e ora quella di mio figlio), i buoni propositi dopo le vacanze, la riorganizzazione del lavoro, i cambi di stagione negli armadi, i lavori in giardino, la voglia di una nuova intimità, .
L'autunno è un passaggio. Ed anche, spesso, un momento di cambiamento. Mettere da parte ciò che per noi non funziona più e seminare nuovi propositi, nuovi ritmi, nuove attività... Riorganizzare, insomma, il nostro giardino interiore.

In fondo è soprattutto questo che mi piace dell'autunno: la natura che comincia a mutare colore, gli alberi che si spogliano preannunciando l'eterno rito della vita e della morte. Foglie che cadono perché - a primavera - possano nascerne di nuove.
Ho tolto le erbacce e potato i rami secchi in giardino, alla fine della stagione calda, e questo è il risultato. Una pianta seminascosta che ad autunno è esplosa rigogliosamente e ha dato i suoi fiori migliori.

Ho iniziato già da qualche settimana i miei riti autunnali. La parola d'ordine è quella di viaggiare leggeri. Ho liberato finalmente il garage da oggetti inutili che conservavo da anni, ho fatto il cambio di stagione nell'armadio e ho dato via tutto quello che non serviva. 
Mi sono iscritta a Feldenkrais e ho fatto un elenco dei miei propositi per questo nuovo anno.
Sfrondare, e scegliere. Approfittare di questi momenti di passaggio per capire cosa conta veramente. Nelle nostre case. E nei nostri cuori.
Ho cambiato scuola a mio figlio. Ho cambiato le nostre abitudini e le mie prospettive pedagogiche. E questo sta cambiando un po' anche me.
Le cose non avvengono mai per caso. L'ho scritto più di una volta. E le necessità possono trasformarsi in un'occasione.

2 commenti:

  1. Che bella questa riflessione sull’autunno, Giulia. Mi ha fatto vedere questa stagione con una luce diversa. A me in genere viene la malinconia quando noto che le giornate si accorciano, quando gli alberi iniziano a perdere le foglie e il giardino non è più fiorito come in primavera.

    L’autunno mi fa pensare agli animali che vanno in letargo, e come vorrei anch’io essere uno di loro. Potermi ‘ritirare’ dal mondo, rinchiudermi in me stessa e riflettere per alcuni mesi, fino al risveglio della primavera. Ecco, per me quella è la stagione di cui mi libero di tutto ciò che è un fardello che non serve, per lasciar spazio alla nuova crescita, a nuovi spiragli creativi.

    Ma alla fine, come hai sottolineato tu, si tratta di un ciclo, e una fase segue l’altra. Bisogna essere pronti ai cambiamenti, abbracciarli, perchè se si resta fermi sempre nella stessa posizione, alla fine si muore.

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  2. Grazie, Martina.
    Il 'cambiamento' - come dici tu - è proprio la parola chiave.
    Una stagione dopo l'altra, ognuna con le proprie caratteristiche.
    Perché nasca qualcosa di nuovo bisogna aver seminato. Perché un pianta si faccia più rigogliosa bisogna avere il coraggio di potare i rami secchi, che non servono più.
    Ecco, questa mi sembra la stagione giusta per preparare una nuova primavera.
    Buon Autunno!

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