Matera e il Women's Fiction Festival

Va detta una cosa, prima di tutto. Il Women's Fiction Festival, un'iniziativa unica nel suo genere in Italia, creatura della spumeggiante Elizabeth Jennings e con lei di Mariateresa Cascino e di Maria Paola Romeo, ha la fortuna di svolgersi in una cornice suggestiva come la città di Matera.
Per chi non ci fosse mai stato, Matera è un posto affascinante, giovane e vivace, attento alla cultura e ricco di storia.

Matera di notte...










Il cortile dell'albergo Le Monacelle, dove si svolge il Women's Fiction Festival

Così dopo esserci stata due anni fa, con grande entusiasmo ho deciso di tornare al Women's Fiction Festival per la seconda volta. In cerca di informazioni, spunti, idee e nuove suggestioni per il mio lavoro.
È proprio al Women's Fiction Festival che per la prima volta due anni fa ho sentito parlare di editoria digitale, di self-publishing, del Kdp di Amazon e di un manipolo di scrittori americani che stavano abbandonando l'editoria tradizionale per pubblicare da soli il proprio lavoro. E mi sono così esaltata che al mio ritorno a Roma mi sono buttata a capofitto in questa nuova avventura. Avevo, da investire, il mio entusiasmo, le mie energie, la mia esperienza di anni di giornalismo e di sceneggiatura. E per quello che non sono sapevo, mi sono informata.
E ce l'ho fatta. Con un primo libro (“Prima di dire addio”) e poi con il secondo (“Luce dei miei occhi”). Tutti e due ora disponibili su Amazon.
Devo imparare ancora tante cose, lo so, e riuscire a trasformare la passione in un lavoro a tempo pieno (come dice Elizabeth Jennings, “anche gli scrittori hanno un mutuo e bollette da pagare...”). Così anche quest'anno sono tornata a Matera, avida di altre informazioni. Perché quello del Women's Fiction Festival è un ambiente internazionale, e se c'è un posto dove si può sapere cosa sta succedendo nel mondo in tema di editoria, ed editoria al femminile in particolare, è proprio Matera nei giorni del Women's Fiction Festival.
Non sono potuta rimanere per tutto il tempo che avevo progettato, ma ho avuto lo stesso modo di respirare la bella atmosfera che sempre si ritrova a Matera. Scrittrici che si scambiano idee e consigli, 'esperti' che danno informazioni utili, nuove amiche che condividono la stessa insana passione per la scrittura.
Christine Witthohn ci ha incoraggiate dicendo che «questo è un momento magnifico per essere uno scrittore. Ci sono stati molti cambiamenti e ce ne saranno molti altri. Gli scrittori, oggi, hanno occasioni impensabili in passato.» E Jane Corry ci ha parlato dell'importanza, per una scrittrice, di trovare la propria voce. Anselm Aston, di Attica Books, ha sottolineato che «la sfida oggi non è più riuscire a pubblicare un libro ma trovare i lettori che lo leggano... mettere in contatto un libro con i suoi lettori.» Mentre Elizabeth Jennings  ha sottolineato l'importanza di formare gruppi di scrittori anche in Italia, come da anni succede in America.
Non ho potuto ascoltare Beth Barany e i suoi consigli sui social media (ma mi sono rifatta con le sue dispense) e sono andata via troppo presto per seguire la conferenza sul nuovo ruolo degli agenti letterari e condividere l'esperienza da autrici indipendenti di Nina Bruhns, Mary Leo e Janet Wellington. Ma ho portato con me tante informazioni, un rinnovato entusiasmo, un'amica in più (Kim Golden, una simpaticissima scrittrice americana che vive in Svezia con la quale spero di continuare a scambiare informazioni ed esperienze) e nuovi propositi.Prendere questo lavoro sempre più sul serio, per esempio,  lavorando scrupolosamente all'organizzazione del mio tempo.
Perché tra marketing, grafica, editing, social media, non si può dimenticare che, prima di ogni altra cosa, bisogna scrivere, scrivere e ancora scrivere. Possibilmente un buon libro!

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