“Prima di dire addio”

Come promesso, qui di seguito l'inizio del mio libro “Prima di dire addio”. Cominciamo con il prologo e a mercoledì prossimo per il seguito. Mettetevi comodi e...
... buona lettura!!






Prologo
Boston, 23 luglio
«Nora… Ci sei?»
Il detective Joe Cooper rimase qualche secondo in ascolto prima di arrendersi al silenzio che arrivava dall'altro capo del filo. Non amava le segreterie telefoniche, neanche quella di casa sua, e rimettendo in tasca il cellulare pensò che come sempre avrebbe avuto altre occasioni per salutare sua moglie.
Spense sotto la scarpa la sigaretta non ancora finita e per l'ennesima volta si ripromise di smetterla con quel vizio ormai fuori moda. Un attimo dopo entrò in banca e salutò con un cenno la guardia giurata appena uscita dall'ufficio del direttore. «Sono solo le nove e hai sentito già che caldo? Stanotte non tirava un filo d'aria.»
Rick Clancy, un omone sul metro e novanta con la faccia da bambino, gli rispose con un mezzo sorriso. «Tanto non avrei dormito lo stesso. Mio figlio sta mettendo i primi denti e ci ha tenuti svegli fino all'alba.»
«Sono sei mesi che non faccio un'intera nottata di sonno», concluse poi con una smorfia che tradiva l'orgoglio del neo-papà.
Il pensiero di Joe andò alla sua Meg. «Consolati. Arrivano a trent'anni e neanche te ne accorgi.»
Un attimo dopo il suo sguardo fu attratto dall'impiegata dell'unico sportello in quel momento aperto. Rose gli sembrava che si chiamasse.
Nonostante il trucco fin troppo marcato, Rose era pallida da far paura e fissava il vuoto senza alcuna espressione.
Sembrava aver smesso persino di respirare.
Lo sguardo di Joe si spostò sui due clienti di turno al suo sportello. Anche se poteva vederli solo di spalle pensò che era strano che indossassero cappelli di lana con il caldo di quei giorni.
«Ehi… ma quelli…» Ora anche Rick Clancy si era accorto dei due tipi e della strana espressione di Rose.
Joe lo bloccò con un cenno della mano e si guardò intorno. Il direttore doveva essere nel suo ufficio, considerò. Oltre ai due uomini di spalle, a Rose, a lui e alla guardia giurata, nella banca c’era solo una signora bionda alle prese con un bambino sui tre anni che si lamentava perché non voleva saperne di starsene fermo ad aspettare.
Joe fece appena in tempo a pensare che avrebbe dovuto allontanarli da lì con una scusa qualsiasi quando i due uomini davanti a Rose si voltarono.
Come temeva erano armati.
E quelli che gli erano sembrati cappelli erano in realtà passamontagna che lasciavano loro scoperti solo gli occhi.
A quel punto non era più il solo, in banca, ad essersi reso conto di trovarsi nel bel mezzo di una rapina.
«Oh mio Dio…!»
Il grido si bloccò nella gola della signora bionda, perché pronto uno dei due rapinatori, il più robusto, puntò la pistola sul bambino per dissuaderla dal fare qualsiasi stupidaggine.
Un attimo dopo gli occhi di quello stesso rapinatore si spostarono su Joe, che ebbe subito la sensazione di aver già incontrato quello sguardo.
Ma dove…?
Il detective Joe Cooper respirò a fondo. Dopo una vita passata in polizia, sapeva che situazioni come quella erano complesse partite a scacchi in cui era indispensabile mantenere i nervi saldi. Fece un nuovo, profondo, respiro e si impose di isolare nella mente ogni singolo pensiero, sicuro che questo lo avrebbe aiutato a controllare le sue emozioni.
Osservare e riflettere. Per il momento era tutto quello che doveva fare.
Basta che nessuno perda la testa, si augurò.
Un attimo dopo avvertì un impercettibile movimento al suo fianco e si accorse che Rick Clancy, un passo dietro a lui, stava facendo lentamente scivolare la mano verso la pistola. I muscoli del viso tesi, qualche goccia di sudore che gli scendeva giù dalle tempie.
Joe cercò lo sguardo della guardia giurata e con un leggero cenno della testa lo invitò a lasciare l'arma dov’era.
La donna e il bambino erano troppo vicini ai rapinatori. Rose stava già mettendo i soldi in una borsa. Dovevano lasciare uscire quei balordi dalla banca, poi avrebbero provato a chiamare rinforzi e se possibile a inseguirli.
In quel silenzio carico di tensione, Rick Clancy sembrò comprendere e lasciò la pistola al suo posto.
Joe annuì appena, soddisfatto. Ora non restava che aspettare, cercando di rimanere tranquilli e di non fare innervosire i rapinatori.
L’attesa durò in realtà solo pochi secondi, tre o forse quattro. Poi nella banca risuonò il primo colpo di pistola e Joe scivolò a terra con un dolore acuto che gli bruciava nel petto.
Cos'era successo? Perché all'improvviso quel rapinatore gli aveva sparato? Avevano già i soldi, non dovevano far altro che andarsene, e invece…
Mentre i rumori intorno a lui si facevano ovattati e i contorni delle immagini si sfocavano, Joe percepì una presenza accanto a sé. Muovere la testa gli costò uno sforzo immenso, ma quando lo fece incontrò lo sguardo gelido del rapinatore che gli aveva sparato ed ebbe di nuovo la stessa sensazione.
Quegli occhi…
Un attimo dopo nella banca esplose un nuovo colpo di pistola e anche la guardia giurata cadde a terra. Joe ne intravide il corpo scomposto a pochi passi da lui.
Rick era ancora solo un ragazzo, di certo era spaventato, pensò. Avrebbe voluto rassicurarlo ma ogni movimento gli risultava impossibile.
Probabilmente Steve, che lo aspettava al distretto, si sarebbe presto insospettito per il suo ritardo. E Nora… se avesse saputo si sarebbe così spaventata.
Ma perché era tutto precipitato?
Incapace di concentrarsi, Joe pensò ancora alla guardia giurata e alla giovane moglie che lo avrebbe aspettato inutilmente a casa, ai suoi nipotini, che si erano fatti promettere di passare insieme qualche giorno al mare, a Nora, che si aspettava di rivederlo come sempre il fine settimana e alla quale quella mattina non era riuscito a dare il buongiorno…
Poi tutto si offuscò e in quel buio nero e profondo l’unica cosa che riuscì ancora a chiedersi fu: Perché?

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