Streghe o fatine?

Halloween è alle porte e allora mi permetto di riprovorvi un post su un argomento che 'calza' a pennello.
Tra streghe o fatine, cosa scegliereste di essere?
All'interrogativo la mia risposta è decisa: streghe for ever, senza ombra di dubbio!
Non solo per quella patina 'stucchevole' che l'immagine delle deliziose fatine immediatamente mi evoca, ma soprattutto per l'enorme sforzo di perfezione che credo richieda ricoprire un ruolo tanto impegnativo.
Mi sono simpatiche le streghe! Adoravo Samantha di 'Vita da strega' e ricordo con piacere 'Le streghe di Eastwick' che bistrattavano il povero Jack Nicholson.
Ho amato molto le streghe che popolano "La lettrice bugiarda", il primo romanzo di Brunonia Barry, e ripeto spesso anch'io, come Eva, che "Il caso non esiste".
(D'altra parte Brunonia vive a Salem. Chi meglio di lei per parlare di streghe?)
Ho amato le sue lettrici di pizzo e le sue donne dai cappelli rossi e i vestiti viola. 
E ho amato le "Donne che corrono con i lupi" di Clarissa Pinkola Estés (lo so, sono passati diversi anni da quando è stato pubblicato!), che per la loro capacità di ascoltare il cuore e di seguire l'istinto sono streghe anche loro.
In nuce un po' streghe lo siamo tutte. Ma ci ricordiamo di esserlo? Diamo spazio alle nostre percezioni, incuranti delle aspettative altrui?
Dopo anni di sforzi inutili per essere una brava fatina, lo ammetto, da qualche mese ho ripreso a studiare da strega.
Molto banalmente, vorrei essere un po' più strega quando chiedo informazioni a un dottore che non empatizza con il malato che dovrebbe curare.
Vorrei essere più strega quando un cafone mi manda a quel paese solo perché, in macchina, rispetto uno stop. 
Vorrei essere più strega quando la cortesia e l'educazione vengono scambiate per debolezza. 
Vorrei essere più strega con gli stupidi e con i 'furbetti' di turno.
E forse, liberando i miei poteri da strega, riuscirei a comprendere meglio la confusa trama dell'esistenza. 

A cavallo delle nostre scope, dunque!!!

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