Uffa, domani si torna a scuola!!!

La scuola in questione, ovviamente, non è la mia ma quella di mio figlio.
E allora perché mi agito tanto?
Premetto che non amavo i ritmi della scuola nemmeno quando ero io a doverci andare, figurarsi gestire tempi e proteste (tante) non mie!

”Sono d'accordo con te, i bambini avrebbero bisogno di dormire di più, ma la scuola comincia alle otto e trenta...” ”certo che devi fare colazione, ma non con tutta quella cioccolata!...” ”no che non puoi finire di guardare i cartoni altrimenti arriviamo in ritardo...” ”hai ragione, non devo mettere in dubbio la tua parola, ma se ti sei già lavato i denti com'è che il tuo alitino non sa di dentifricio?...” ”vorrei tanto averti comprato un nuovo quaderno, ma perché non me lo hai chiesto ieri sera?...” ”lo so che sei stanco, ma la maestra potrebbe storcersi se manchi tutti i lunedì...”
Uno stress per chi, come me, è nato sotto il segno della tartaruga e la mattina presto ragiona poco.
Se c'è tanto da fare, e in fretta, perdo la lucidità. Tanto che, quando mio figlio era ancora piccolo (ora ha ben nove anni!!!), ricordo una volta che a forza di 'dai sbrigati' e 'dai corri' eravamo ormai sulla porta, secondo me pronti per uscire, quando lui mi ha guardato smarrito e mi ha chiesto "ma le scarpe non me le devo mettere?"

Comunque, anche quest'anno si ricomincia. Si ricomincia con l'essere sempre in ritardo su tutto, ma anche con le litigate per i compiti e le troppe chiacchiere tra mamme fuori dalla scuola. Riprendono le attività extrascolastiche, gli amichetti da invitare e le feste da presenziare.

Ma perché le vacanze sono già finite?! Fuori c'è un sole che invita a gite al mare e a chiacchiere tra amici. E finalmente capisco il vero motivo del mio malumore. Perché la vera, grande, ingiustizia, è che non sembra possibile che ancora una volta le vacanze siano già finite.
Ricordo con nostalgia la scuola che iniziava i primi di ottobre, quando il sole estivo era ormai solo un ricordo ed eri talmente stanco di non far riente che persino tornare a scuola sembrava una festa.

Già. Ma quelli erano altri tempi...

Nessun commento:

Posta un commento